BRER-AI
CONTROSCENA
Evelina Quinto
prompt AI: “On a theater stage, with red curtains to the side, a group of people on a stage, guy on the left pointing at a group on the right, a vase in the center”

Annibale giura odio ai Romani
Giovan Battista Pittoni
c. 1723
Bozzetto, come attesta la rapida stesura pittorica, per un dipinto dedicato alla storia narrata da Tito Livio di Annibale che a nove anni giura odio eterno ai Romani, maledetti da Didone: un tema che ben attesta l’interesse dell’artista per la pittura di storia. Pittoni inserisce le figure in uno spazio scenico chiuso da architetture che formano quinte teatrali. I gruppi sono poi disposti sovrapponendo le figure per creare composizioni sceniche d’effetto. A destra grazie alla prospettiva di grandezza è possibile apprezzare una certa profondità. L’impianto cromatico è caldo e prevalgono il bruno e l’ocra usati per le architetture. Spiccano così i rossi dei mantelli e qualche blu. Le figure sono infine molto contrastate e l’illuminazione crea un potente effetto drammatico.

Controscena
Evelina Quinto
2024
controscèna (raro contrascèna)
s. f. [comp. di contro-, o contra-, e scena].
Azione di uno o più attori recitata in silenzio mentre agiscono o parlano gli altri, spesso come commento all’azione di questi
Il quadro conservato nella pinacoteca di Brera, realizzato da Giovan Battista Pittoni nel 1723, che rappresenta l’episodio emblematico del giuramento di Annibale di odio nei confronti dei Romani, cambia protagonisti e atmosfera. In questa nuova versione vediamo la vicenda simbolo dell’implacabile inimicizia fra i due popoli compiersi su un palco. Qui i protagonisti della scena continuano a rivolgersi contro la parte nemica e come nel quadro originale sono i gesti ad indicare l’animosità tra i personaggi. Senza l’uso della parola è proprio la controscena a parlare per i personaggi, gesti e espressioni che traducono l’atto senza un suono. Così nella scena come nella pittura.
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